Yoga per dimagrire? Facciamo un po di chiarezza
Ciao Wellness Warriors! Vorrei dire la mia su un tema molto in voga oggi giorno: Yoga per dimagrire… verità o falso mito?
Yoga per dimagrire? Facciamo chiarezza una volta per tutte
Yoga per dimagrire… credo che sia un modo di promuovere una disciplina, che non nasce come attività fisica, in modo fuorviante e che confonde molto chi non lo pratica e chi vorrebbe approcciarvisi.
Non è appunto uno sport, non ci sono obbiettivi da raggiungere e il fine non è lo sviluppo fisico. Queste citate sono tutte caratteristiche che si legano al concetto di una forma fisica da voler raggiungere.
Il punto di vista che mi piace di più trasferire è:
a seconda dello stile più o meno dinamico, è molto probabile che praticando Yoga per una serie di stimoli fisici a cui si sottopone il corpo si rifletta sulla mente l’idea di prendersi un pò più cura del contenitore con cui viviamo ogni giorno.
Da un punto di vista, altrettanto valido, secondo me:
quando ci si esercita per portare il corpo in una particolare posizione, può capitare che tutto ciò che si ha “in più”, ostacoli i movimenti. E da lì scatta la voglia di essere “più in forma”.
E allora si, con pazienza, costanza, perseveranza e gradualmente prendono vita sensazioni e risultati nuovi estetici (fuori), dipende da quanto e cosa introduci come introito calorico fuori da quel tappetino.
Perché si, lo Yoga è un allenamento alla consapevolezza anche alimentare.
Voglio bene a questo contenitore che mi permette di fare cosi tanto. Forse è il caso che faccia una pensata migliore al come lo nutro….
Le posizioni sviluppano forza, flessibilità, migliorano la respirazione, portano ad una riduzione della pressione arteriosa…
Il corpo ha infatti una sua intelligenza che aspetta solo di essere stimolata per attivarsi e modellarlo sulla base degli stimoli che gli dai.
Mi sembra cosi riduttivo legare la parola Yoga a dimagrimento… voi non trovate? Non praticate yoga per dimagrire, ma praticate per cercare il vostro benessere.
Purtroppo ancora oggi si ritiene che dimagrire significhi perdere peso e basta
Facciamo un po di ordine e parliamo di tonificazione muscolare e dimagrimento. La Tonificazione muscolare e il dimagrimento sono due fattori legati all’allenamento che non possono essere considerati separatamente.
L’accoppiamento è necessario perché purtroppo ancora oggi si ritiene che dimagrire significhi perdere peso e basta.
Un calo ponderale non è necessariamente sinonimo di diminuzione di grasso, soprattutto quando avviene in poco tempo, come ad esempio a seguito di una dieta incontrollata. In questo caso, per prima cosa, variano l’acqua corporea e la massa proteica, cioè la massa cellulare, e non la massa grassa.
Dimagrire in modo corretto significa diminuire la massa grassa mantenendo o incrementando la massa magra.
L’elemento al quale fare riferimento è sempre la massa magra non quella grassa, poiché il metabolismo è essenzialmente legato ad essa. E’ la massa magra che produce metabolismo e pertanto va controllata, ben alimentata e stimolata.
E’ attraverso un’aumentata attività del metabolismo che si riesce ad ottenere la riduzione del grasso corporeo in eccesso, evitando che un sovrappeso degeneri in obesità. Spesso, invece, l’attenzione ricade erroneamente e in maniera ossessiva sulla massa grassa.
Il modello classico “Bi compartimentale” Massa magra/ Massa grassa non dà alcuna indicazione sullo stato di nutrizione ed idratazione del soggetto: è possibile incontrare individui obesi sani, malati, scompensati, malnutriti, ben nutriti, disidratati, e dalla stima delle masse magra e grassa non é assolutamente possibile risalire né monitorare alcuno di questi stati.
Desiderando precisione nella stima, è necessario un modello di composizione corporea più adeguato, che divida il corpo in più compartimenti, sensibile all’idratazione e alla nutrizione, con il quale spiegare tutte le variazioni di peso, indipendentemente che avvengano nella massa grassa, nella massa muscolare o nei fluidi corporei.
A tale scopo il modello “tri compartimentale” al quale fa riferimento uno dei più sofisticati metodi di valutazione per la composizione corporea, la Bioimpedenziometria (BIA) è sicuramente più adatto.
Il modello è composto da:
- Massa Grassa: Esprime tutto il grasso corporeo che va dal grasso essenziale al tessuto adiposo.
- Massa Cellulare: Compartimento che contiene il tessuto interno alle cellule, ricco di potassio, che scambia l’ossigeno, che ossida il glucosio.
- Massa Extracellulare: Componente che include i tessuti extra cellulari quindi il plasma, i fluidi interstiziali (l’acqua extracellulare), l’acqua transcellulare (fluidi articolari), i tendini, il derma, il collagene, l’elastina e lo scheletro.
L’acqua extracellulare rappresenta il compartimento volumetricamente più rilevante della Massa Extra Cellulare ed è lo spazio soggetto alle più rapide e significative variazioni.
La Massa Magra è la risultante della somma della Massa Cellulare con la Massa ExtraCellulare.
Dopo aver eseguito un’iniziale valutazione della composizione corporea, si procederà con l’impostare una programmazione di allenamenti, di periodo variabile. Nello specifico degli allenamenti andranno modulati fattori quali intensità, volume, carichi, serie, ripetizioni e recuperi, al fine di sviluppare adattamenti costanti e progressivi.
A quali rischi si va incontro?
Il rischio a cui si va incontro è di perdere kg di massa magra, che portano ad una riduzione del metabolismo basale, con conseguente rallentamento del processo di dimagrimento.
Per evitare questo spiacevole inconveniente, molto frequente purtroppo a causa di concezioni sbagliate sull’allenamento, ecco di seguito alcune regole generali da seguire per impostare un programma di allenamento:
Allenarsi intensamente ma con moderazione:
non serve andare tutti i giorni in palestra, bastano 2-3 allenamenti settimanali, purché siano adatti da stimolare il metabolismo e provocare degli adattamenti.
Allenarsi prima in modo funzionale, poi passare al lavoro aerobico:
La tipologia di sforzo richiesta negli allenamenti funzionali è di tipo “anaerobico”, intensa e di breve durata. Pertanto la fonte energetica richiesta per assolvere a tali sforzi è prettamente di tipo “glucidico”.
Selezionare sempre esercizi che consentano di impiegare più gruppi muscolari contemporaneamente:
L’allenamento funzionale che abbiamo nel “Total Body”. Questi movimenti “globali” costringono il nostro corpo ad un dispendio calorico più elevato e inoltre incrementano la forza, la coordinazione e l’equilibrio maggiormente rispetto ai movimenti isolati.
Non esagerare con l’aerobica:
L’attività aerobica (corsa prolungata, cyclette) dev’essere moderata, anche in questo caso non serve correre per ore sul tapis roulant, bastano dai 10 ai 20 minuti dopo l’allenamento.
Evitare il sovrallenamento:
Ignorare ostinatamente i segnali dell’iper allenamento ha una sola conseguenza: rendere controproducente l’allenamento. Per questo è importante ascoltare il proprio corpo. Ai primi sintomi di inappetenza, dolori articolari e sensazione generale di debolezza, è importante prendersi qualche giorno di recupero.
N.B. Altre importanti regole da seguire riguardano l’alimentazione. Nessun programma di allenamento produce risultati significativi in poco tempo se non accompagnato da corrette abitudini alimentari.

